Il pericolo del grande inganno

Nel corso della campagna elettorale savonese, in vista del voto del 3/4 ottobre prossimi, la destra sta tentando di portare avanti una sorta di “Grande Inganno”, una sorta di mistificazione collettiva, che deve essere respinta con grande forza.

Ne abbiamo avuto piena consapevolezza e conferma (se mai ce ne fosse stato ancora bisogno) ieri, 17 settembre, ascoltando il comizio del segretario della Lega Nord e -soprattutto – dall’intervento del Quisling scelto nella Reggia di De Ferrari per interpretare la parte del candidato – sindaco in una Città che la destra intende feudalizzare.

Un tentativo di pura marca populista che si base nel cercare di negare le proprie responsabilità e di omettere i cinque fallimentari anni di governo della giunta uscente formata a trazione leghista.

Questa destra punta, infatti, sui temi della sporcizia, del degrado, dell’assenza di decoro del centro cittadino, dell’abbandono delle periferie: tutti elementi che sicuramente sono essenziali da affrontare per disegnare un futuro diverso della nostra Città.

Sarà bene ricordare però con estrema chiarezza che siamo di fronte al bilancio di 5 anni di una amministrazione incapace – addirittura – di presentarsi al giudizio di elettrici ed elettori: non si ricandida la Signora Sindaco assieme a buona parte degli assessori uscenti mentre quelli restanti hanno mutato casacca nel tentativo di confondersi in mezzo alla mischia.

Non solo: nella campagna elettorale di una destra ben marcata ideologicamente all’interno della quale il civismo viene relegato in uno sparuto angolino appaiono totalmente assenti i grandi temi strategici dello sviluppo della Città, del comprensorio, del tessuto urbanistico, dell’industria, delle grandi transizioni ecologica e digitale.

La destra porta avanti una campagna di inganni e mistificazioni che deve essere svelata prima di tutto attraverso la forza di una progettualità alternativa che lo schieramento democratico – progressista deve porre in assoluto risalto disponendo delle carte in regola per affermarlo e in secondo luogo ristabilendo gli elementi fondativi della verità storica: purtroppo Savona esce da 5 anni di governo di una destra confusa e pasticciona della quale facevano parte gli stessi partiti che adesso proclamano di voler andare avanti.

Serve allora urgente un mutamento di rotta all’insegna della concretezza e delle scelte coraggiose che soltanto la sinistra potrà compiere.

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