Quartieri: una proposta per il nuovo Consiglio Comunale

Pubblicato da “La Stampa” il 13 ottobre 2021

Pur non essendo un contributo esclusivo della ns. lista bensí frutto di un pensiero che attraversa sensibilità diverse, riteniamo di poter pubblicare questa proposta sul nostro sito. 
Essa infatti raccoglie considerazioni già presenti nel documento “Savona 2021: visione e progetto” e le precisa meglio. 
In molti ci hanno scritto condividendole. 
Ora spetta agli elettori, col voto a Marco Russo, esprimere il proprio parere.

Il tema della rivitalizzazione dei quartieri come centro di aggregazione, presidio sociale, punto di riferimento nella soddisfazione delle istanze e delle necessità dei cittadini attraverso la regia pubblica, appare, dalla stessa evidenza in cui è presente nei programmi dei candidati a Sindaco, come uno degli aspetti più importanti su cui misurare la necessità di un mutamento di rotta nella guida dell’amministrazione comunale di Savona.

Sarà, soprattutto, importante fornire una sede stabile ad una nuova dimensione del decentramento.

Il primo turno delle elezioni comunali savonesi ha fatto registrare un forte incremento dell’astensione dal voto. Un’astensione numericamente molto significativa, ben esemplificata dal calo dei votanti: nel 2016, nell’analoga circostanza del primo turno delle elezioni comunali, i suffragi raccolti furono 30.204 ridotti a 25.049 nell’occasione del 3-4 ottobre scorsi.

Questa accentuata diminuzione di partecipazione è resa ancora più evidente in alcuni quartieri nei quali è articolato il territorio cittadino.

Negli ultimi anni, infatti, si è verificato un repentino mutamento nella composizione sociale delle diverse realtà, sono emerse difficoltà nei trasporti e nel mantenimento del decoro urbano, sono mancati presidi sociali, di aggregazione culturale, di appoggio sanitario pubblico con la sparizione degli ambulatori di quartiere, si sono privatizzati gli asili nido.

Un colpo quasi definitivo alla possibilità di riconoscimento istituzionale e sociale del quartieri è poi avvenuto con la determinazione legislativa che dal 2011 ha abolito le Circoscrizioni: una cancellazione avvenuta nonostante la nostra Città sia capoluogo di provincia.

In particolare nel corso della pandemia si è così accresciuto il senso di isolamento e di abbandono e non sono risultate sufficienti a ovviare al fenomeno le pur meritorie iniziative di volontariato.

Di certo, negli ultimi anni non vi è più stata da parte delle Amministrazioni comunali alcun tentativo né di supporto a questa attività e di sostegno dal basso delle situazioni più difficili, né di recupero di una dimensione stabile di decentramento sul piano istituzionale.

Non esistendo sul piano giuridico la possibilità di ricostruire entità elettive si potrebbe proporre di affidare al Consiglio Comunale il compito di indire al proprio interno un’elezione di secondo grado per affidare l’incarico di costruire sul territorio di ogni quartiere una struttura stabile di riferimento territoriale a cittadine/i scelte al di fuori dallo stesso consesso.

Si tratterebbe quindi di eleggere i componenti di uno strumento consultivo di affiancamento amministrativo e di partecipazione dal basso prevedendone una possibilità di segnalazione e di proposta in raccordo con l’impostazione seguita dall’amministrazione o di modifica della stessa.

Una partecipazione da realizzarsi nell’impronta del volontariato e senza alcun costo aggiuntivo per il bilancio comunale.

In effetti l’abbassamento nella qualità della vita nella nostra Città, in un quadro di declino di cui va urgentemente ribaltata la tendenza, è da attribuirsi, in buona parte, alla prolungata assenza di una capacità di largo coinvolgimento nella gestione del territorio e dei suoi quartieri da parte delle Amministrazioni comunali.

Franco Astengo, Elio Ferraris, Angelo Maneschi, Sergio Tortarolo, Carlo Varaldo

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