U Sciandru, il Presidente combattente

Savona ha avuto, è vero, un Presidente della Repubblica umanissimo e molto amato dagli Italiani, ma vorrei ricordare all’Amministrazione del Comune di Savona , che egli era prima di tutto, per la sua città, un combattente.

L’ANPI provinciale ritiene che la totale cancellazione della lotta antifascista che Sandro Pertini ha svolto, pagandone un prezzo altissimo, dal discorso ufficiale che la Sindaca ha pronunciato nel corso dell’inaugurazione del monumento a lui dedicato, sia un grave vulnus per la nostra città.

Sandro Pertini, che si era iscritto al Partito socialista fin dal 1918, incorrendo in numerose aggressioni fisiche da parte di esponenti fascisti locali. subì una condanna ad otto mesi di carcere per la sua attività di antifascista (reati di stampa clandestina, oltraggio al Senato e lesa prerogativa regia) e nel 1926 venne poi condannato a cinque anni di confino.

Entra in clandestinità e riesce ad organizzare con Carlo Rosselli, Ferruccio Parri e Riccardo Bauer la fuga in Corsica di Filippo Turati, per proteggere l’anziano leader socialista dalle persecuzioni fasciste.

Riuscendo a sfuggire alla cattura, trovò riparo prima a Milano e poi in Francia, dove ottiene asilo politico lavorando come pulitore di automobili, manovale, muratore e decoratore (anche in Francia subì una persecuzione per la sua attività politica).

Nel marzo del 1929 al suo rientro in Italia viene nuovamente arrestato a Pisa e il Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato lo condanna a 11 anni di reclusione, di cui ne sconta sette per essere poi assegnato per otto anni al confino a Ponza e Ventotene.

Liberato nell’agosto 1943, con Pietro Nenni e Giuseppe Saragat ricostituì il partito socialista e combatté per la difesa di Roma a Porta S Paolo. 

Nell’ottobre 1943 fu arrestato dalle SS e condannato a morte per la sua attività di antifascista.

Nel gennaio 1944 evase dal carcere romano di Regina Coeli con Giuseppe Saragat e si trasferì a Milano dove fu tra i massimi dirigenti del Comitato di liberazione nazionale dell’Alta Italia, tra gli organizzatori dell’insurrezione dell’aprile 1945.

Conclusa la lotta armata, per cui è stato insignito di Medaglia d’Oro al Valor Militare, Pertini si dedica al giornalismo e alla vita politica.

Direttore dell’”Avanti!” dal 1945 al 1946, del quotidiano genovese “Il Lavoro” nel 1947, di nuovo direttore dell’”Avanti!” dal 1950 al 1952, questi i tempi della sua attività giornalistica. 

In relazione all’attività più strettamente politica nell’Italia liberata ricordiamo che nel 1945 divenne segretario del Partito socialista italiano di unità proletaria e deputato all’Assemblea costituente.

Nel 1948 fu eletto senatore e poi deputato eletto nel 1953, 1958, 1963, 1968, 1972, 1976.

Nel 1963 divenne vice Presidente della Camera dei deputati e infine Presidente della stessa Assemblea nel 1968 e nel 1972.

Dopo le dimissioni di Giovanni Leone, Sandro Pertini fu eletto presidente della Repubblica dal 1978 al 1985, sostenuto da un largo schieramento che escludeva l’estrema destra.

Noi non possiamo dimenticare le battaglie, il coraggio e la forza con cui Sandro Pertini ha combattuto.

Noi no.

                                                              MARIA GABRIELLA BRANCA SEGRETERIA PROVINCIALE ANPI

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